La Galleria Borghese a Roma
Guida ai capolavori assoluti da vedere, da Bernini a Caravaggio

Tra i viali alberati del parco urbano più amato di Roma, il museo Galleria Borghese rappresenta una delle vette assolute del collezionismo d’arte mondiale, frutto della visione del Cardinale Scipione Borghese, mecenate di artisti straordinari come Bernini e Caravaggio.
Nata all’inizio del Seicento per volontà del Cardinale Scipione Borghese, nipote di Papa Paolo V, Villa Borghese non venne concepita come residenza di rappresentanza o di famiglia, bensì come un vero e proprio “palazzo delle meraviglie”, un luogo di delizia progettato su misura per custodire e mettere in scena una delle raccolte d’arte più straordinarie della storia.
Alla morte di Scipione, nel 1633, la collezione era tra le più importanti al mondo, e, dopo varie gravose cessioni, in particolare legate al periodo ottocentesco di dominio napoleonico, nel 1902 lo stato italiano acquistò tutte le opere rimaste, facendo così nascere la Galleria Borghese.


Villa Borghese è il palcoscenico dove il genio di Bernini e l’ombra di Caravaggio hanno cambiato per sempre la storia dell’arte.
Entrare oggi nelle sale della Galleria significa ammirare gruppi scultorei e pale d’altare esattamente nel luogo per cui furono commissionati o acquistati, mantenendo inalterata la relazione spaziale e la luce naturale pensata originariamente dagli artisti (come i gruppi scultorei del Bernini o i busti imperiali d’epoca romana, le sculture antiche in porfido e i bassorilievi incastonati nelle pareti del Salone d’ingresso e delle gallerie laterali).
La visione di Scipione Borghese e l’arte del collezionismo
A differenza dei musei moderni, nati dalla catalogazione ottocentesca o da intenti didattici, la Galleria Borghese — al pari di gioielli romani quali Galleria Colonna o Palazzo Barberini — è la testimonianza viva del collezionismo barocco nella sua forma più pura.
Qui le opere non sono disposte per ordine cronologico o per scuole pittoriche, ma secondo un allestimento scenografico unitario concepito per stupire l’osservatore e creare dialoghi continui tra pittura, scultura, marmi policromi e affreschi.

Scipione Borghese fu un mecenate dotato di un intuito infallibile e di una passione totalizzante, tra i primi a comprendere la rivoluzione di Caravaggio e il talento prodigioso del giovanissimo Gian Lorenzo Bernini, oltre ad essere un grande collezionista di sculture d’epoca romana, rilievi e sarcofagi, integrandoli nelle pareti e nelle nicchie della villa per creare un continuum visivo tra storia classica e barocco.
I capolavori imperdibili e le loro storie
La collezione custodisce alcune delle icone più celebri della storia dell’arte occidentale, legate a doppio filo alle vicende personali della famiglia Borghese.
Le sculture di Gian Lorenzo Bernini
Nel secondo decennio del Seicento, Bernini scolpì per il Cardinale Scipione un ciclo di gruppi statuari in marmo capaci di sfidare la materia stessa.

Apollo e Dafne (1622–1625): il momento esatto della metamorfosi della ninfa in pianta di alloro per fuggire al dio. Il marmo si trasforma sotto gli occhi del visitatore in corteccia, radici e foglie sottilissime.
Il Ratto di Proserpina (1621–1622): famoso per la resa virtuosistica della pelle, dove le dita di Plutone affondano realisticamente nella carne morbida della coscia di Proserpina.
David (1623–1624): scolpito con un dinamismo senza precedenti, immortala il momento di massima tensione atletica ed espressiva prima del lancio della pietra.

La stanza di Caravaggio
La Galleria vanta la più importante concentrazione al mondo di opere di Michelangelo Merisi da Caravaggio provenienti da un unico nucleo collezionistico.
Fanciullo con canestra di frutta (1593–1594): opera giovanile di uno straordinario realismo naturalistico.
Madonna dei Palafrenieri (1605): rifiutata dalla Fabbrica di San Pietro per la crudezza e l’umanità dei personaggi, fu immediatamente acquistata da Scipione Borghese per la propria collezione privata.
David con la testa di Golia (1609–1610): ultimo e drammatico dipinto dell’artista, in cui la testa recisa del gigante Golia è un crudo autoritratto di Caravaggio stesso, inviato a Roma nella speranza di ottenere la grazia papale.
Tanti gli altri capolavori custoditi nella Galleria. come l’Amor Sacro e Amor Profano di Tiziano e La Deposizione di Cristo (Pala Baglioni) di Raffaello.

Paolina Borghese e il Neoclassicismo di Canova
In seguito al matrimonio tra Camillo Borghese e Paolina Bonaparte, nel 1805, la storia della villa si arricchì di un nuovo capitolo straordinario con l’arrivo della Venere Vincitrice di Antonio Canova che ritrae Paolina adagiata su un triclinio in legno dorato. La scultura, dotata in origine di un meccanismo ad ingranaggi per farla ruotare ed essere ammirata a 360 gradi alla luce delle candele, rappresenta uno dei vertici assoluti del Neoclassicismo europeo.
La Galleria Borghese rappresenta uno degli ultimi luoghi al mondo in cui è possibile comprendere il concetto barocco di “Meraviglia”: un ecosistema d’arte in cui la bellezza delle opere, la decorazione degli ambienti e la storia delle grandi famiglie aristocratiche si fondono in un racconto senza tempo.

E, dopo la visita, si può fare una passeggiata al magnifico parco della Villa, e le sue meraviglie, come il Tempio di Esculapio, un capolavoro neoclassico che sembra galleggiare sull’acqua, dove regalarsi un giro in barca a remi per ammirare i riflessi della vegetazione tra le colonne ioniche, prima di concedersi una pausa da Vivi – Villa Borghese, perfetto per un pranzo o un aperitivo botanico immersi nel verde più raffinato della Capitale.
Il segreto
La storia della collezione Borghese è segnata da una triste cessione avvenuta nel 1807, quando il principe Camillo Borghese fu costretto a vendere a Napoleone oltre 500 pezzi della collezione di scultura antica di famiglia. Vennero quindi trasferiti a Parigi molti capolavori greci e romani — tra cui il Gladiatore Borghese, il Vaso Borghese, l’Ares Borghese, l’Ermafrodito Borghese e il Centauro domato da Amore — oggi parte del dipartimento di antichità greche ed romane del Museo del Louvre.




















Info utili
Galleria Borghese
Piazzale Scipione Borghese 5
00197 Roma
Tel. +39 06 8413979
Biglietto intero: € 16,00 (+ € 2,00 di prenotazione obbligatoria) Biglietto ridotto (18-25 anni UE): € 2,00 (+ € 2,00 di prenotazione obbligatoria) Gratuito: Under 18 e aventi diritto (+ € 2,00 di prenotazione obbligatoria)





